L’assistenza personale in Danimarca

“È un sistema molto buono. Abbiamo l’assistenza a scuola dall’età di 6 anni, poi dai 12 anni si aggiunge qualche ora per poter uscire con gli amici. Dai 18 anni in poi lo Stato ti paga l’assistenza 24 ore su 24.

Gli assistenti non prendono uno stipendio molto alto, ma abbastanza per vivere bene. Hanno la pensione, e degli extra di notte e nei festivi, la malattia pagata e cinque settimane di ferie all’anno.

In passato sono stata la datrice di lavoro dei miei assistenti personali, e se volessi potrei esserlo ancora. Ora ho scelto di occuparmi solo della supervisione pratica, e il datore di lavoro tecnicamente è un’agenzia. Questo significa che sono comunque io ad assumere, formare o eventualmente licenziare le persone, ma un’agenzia si occupa dei contratti e di tutta la burocrazia.

In ognuno dei due casi – che io scelga di essere la datrice di lavoro o di occuparmi solo della supervisione – non sono io a pagare gli assistenti. Per legge, il comune deve fare un’analisi delle ore di assistenza di cui ho bisogno (nel mio caso hanno stabilito 24 ore al giorno) e poi dare i soldi per coprire quelle ore di lavoro degli assistenti. Se fossi io la datrice di lavoro, allora darebbero i soldi direttamente a me, e io li darei ai miei assistenti. Nel mio caso, danno i soldi all’agenzia, che a sua volta paga i miei assistenti. In ogni caso, le persone disabili non pagano nulla di tasca propria: è lo Stato/il comune a pagare tutto.”

(Testimonianza di Sarah, una ragazza disabile che vive in Danimarca)

2018-08-19T15:37:57+00:00