La parola agli assistenti personali: intervista tripla

Abbiamo intervistato tre nostre ex assistenti, speriamo serva a far conoscere meglio questo lavoro a chi non ne sa nulla! ūüėČ
 
M. Chiara e Elena
 
 
Le assistenti intervistate sono Marzia (29 anni), Francesca (32 anni) e Sara (27 anni).
 
1) Come sei diventata assistente personale?
 
Marzia: Allora, sono diventata assistente di Elena e M. Chiara nel settembre 2015, mi ricordo che risposi ad un annuncio trovato in Internet, poi da l√¨ ho seguito tutto l’iter, prima ho scritto una mia presentazione, poi ci siamo conosciute dal vivo (ed √® stato amore a prima vista), successivamente abbiamo fatto delle uscite a Senigallia e dopo di che mi hanno assunto per il soggiorno a Londra, e il 18 settembre siamo partite
 
Francesca: Prima di lavorare con Chiara ed Elena ho avuto varie esperienze. Nel mio primo lavoro come assistente avevo 19 anni e avevo bisogno di un lavoretto per non gravare troppo sulla mia famiglia mentre frequentavo l’universit√†. Ho iniziato a cercare delle famiglie per fare un po’ di ore di baby sitting, un giorno un collega di mia madre mi ha proposto questa famiglia con una ragazza con una disabilit√† grave. Ammetto che fino a quel momento non ero mai entrata in contatto veramente con questa realt√† ed ero molto spaventata. Nonostante la continua sensazione di camminare in un campo minato fatto di paura di sbagliare, effettivi errori e ansie, ho voluto continuare su quella strada. Ho lavorato per 10 anni per quella famiglia, contemporaneamente ho fatto il servizio civile nei servizi sociali dove mi occupavo perlopi√Ļ di bambini e ragazzi con disabilit√† pi√Ļ o meno marcate
 
Sara: Ho trovato lavoro tramite un annuncio on-line su un sito che pubblica annunci di lavoro locali. Non avevo mai avuto esperienza nell’assistenza a disabili o in lavori simili (solo come cameriera, animatrice, commessa..). Dopo che il mio CV è stato preso in considerazione per il lavoro ho dovuto rispondere ad un breve questionario attitudinale. Quindi ho avuto il colloquio di persona con Elena e Chiara, le ragazze che avrei dovuto assistere, e successivamente delle prove di manovra delle carrozzine, gli spostamenti dal letto alla carrozzina e viceversa, una prova di guida del pulmino e prove per far salire e scendere le ragazze dal pulmino
 
2) In che cosa consisteva il tuo lavoro, a livello di mansioni?
 
Marzia: Allora, il mio lavoro consisteva nella cura della persona, cucinare, fare la spesa, prendersi cura della casa e soddisfare le esigenze di Elena e M. Chiara
 
Francesca: Nei miei lavori come assistente i miei compiti sono quasi sempre gli stessi: igiene della persona, pulizia della casa e cucina. Ovviamente cambiando le esigenze da persona a persona cambiano anche i miei compiti
 
Sara:
-pulizia
-cucinare
-faccende domestiche
-accompagnarle/andare a fare la spesa
-aiutare le ragazze nei piccoli spostamenti (ad esempio nel cambiare posizione o nel passargli un oggetto e altri piccoli gesti)
-vestire/cambiare d’abito
-aiutare nell’igiene personale
-aiutarle a spostarsi da letto, carrozzina, divano, etc…
-portarle in giro per i loro appuntamenti e andarle a riprendere (IN ORARIO possibilmente)
-aiutare durante la notte
 
3) Quali mansioni del lavoro ti piacevano di pi√Ļ, e quali invece ti piacevano di meno?
 
Marzia: Mi piaceva soprattutto condividere esperienze, dal guardare un film all’andare a fare shopping o visitare un museo o prendersi un te! Poi cucinare mi piace sempre! Cosa mi piaceva di meno… mmm portare a termine il lavoro non finito di un’altra collega, e qualche notte, non perch√© fosse pesante ma perch√© a volte non riuscivo ad alzarmi
 
Francesca: Mi piace il poter essere utile nella crescita personale. Ad esempio, dove sto lavorando ora, ho una donna a cui faccio fare esercizi di scuola per riattivare la memoria e il ragionamento. √Č molto bello quando si vedono i risultati del lavoro che si fa. Una cosa che non mi piace del mio lavoro √® il fare le pulizie ma dipende sempre da caso a caso. Per chi ha effettivamente bisogno anche della pulizia in casa non ho problemi, mi scoccia un po’ invece quando la famiglia si approfitta chiedendo cose che esulano dal lavoro. Spero di essere riuscita a spiegarmi
 
Sara: La cosa che mi piaceva meno era dovermi svegliare di notte (anche se comunque era solo per tempi brevissimi e quindi non troppo pesante) mentre quella che mi piaceva di pi√Ļ era accompagnare le ragazze in giro e aiutarle negli spostamenti
 
4) Che cosa ti √® piaciuto di pi√Ļ di questo lavoro, in generale?
 
Marzia: Non per essere romantica e banale, ma di questo lavoro mi piaceva e mi piace tutt’ora il rapporto che si √® creato tra di noi, difatti ancora ci sentiamo
 
Francesca: Di questo lavoro, in generale, mi piace il conoscere tante situazioni, persone, storie e il poter essere utile
 
Sara: La buona compagnia ed aiutare le ragazze nelle piccole cose di tutti i giorni
 
5) Quali sono le qualit√† pi√Ļ importanti di un assistente personale?
 
Marzia: Un assistente personale dovrebbe capire che le persone da assistere possono ragionare per se stesse e non dovrebbe prendere decisioni o iniziative al loro posto.
Poi per me ci deve essere feeling, come in tutti i lavori, certamente il lavoro di assistente non √® facile se non si va d’accordo, perch√© vuoi o non vuoi ci si conosce nel pieno, almeno parlo della mia esperienza: con Chiara ed Elena abbiamo convissuto insieme, ed √® l√¨ che si conoscono le persone. Sono dell’opinione che questo lavoro non lo possano fare tutti, nel senso che ci vuole testa
 
Francesca: L’assistente personale non deve avere pretese di gloria (ne ho incontrate tante), non deve ritenersi superiore a nessuno (idem con patate, anzi, spesso coincidono) e, last but not least, deve avere pazienza. Il che √® reciproco perch√© di ca**ate ne facciamo tutti ūüôā
 
Sara: Buona forma fisica, organizzazione, puntualità, pazienza, collaborazione, sensibilità, simpatia, capacità di problem solving e voglia di imparare
 
6) Quanto √® importante la figura dell’assistente personale per chi ha una disabilit√† significativa?
 
Marzia: Beh, i soldi non fanno la felicità ma senza soldi non si campa, e pagare degli assistenti non è facile. Gli assistenti servono a far sì che la vita di chi è disabile sia dignitosa.
Ci sono persone a cui a causa della disabilità occorre aiuto per fare molte semplici cose, dal lavarsi i denti al mangiare a lavarsi, a grattarsi la schiena.
Ma se non vengono dati loro fondi per pagare dei possibili assistenti come vivono? Se anche qualcuno ha dei risparmi da parte, purtroppo prima o poi i soldi finiranno, e poi come mangiano? chi cucina? chi lava i denti? chi gratta la schiena?
 
Francesca: Trovo FONDAMENTALE la figura dell’assistente, la famiglia non pu√≤ coprire tutte le esigenze, soprattutto dal momento in cui senza soldi propri lo stato non garantisce niente di concreto. √Č necessario che vengano stanziati fondi per rendere il pi√Ļ autonome possibili le persone disabili che, in questo modo, possono avere una vita sociale e lavorativa dignitosa
 
Sara: La presenza di un assistente personale credo sia di importanza rilevante soprattutto per permettere alla persona disabile di seguire il proprio percorso di crescita personale e lavorativo senza dover far affidamento costante sulla famiglia (es. nel caso in cui i familiari facciano lavori/abbiano impegni che non coincidono con il lavoro/impegni dell‚Äôassistito e quindi risulta difficile organizzarsi). La figura dell‚Äôassistente aiuta la persona nelle piccole cose di tutti i giorni che molte persone danno per scontate. √ą un lavoro che richiede una paga adeguata all‚Äôorario e agli sforzi fisici necessari. Credo che dei fondi non siano solo di grande aiuto per chi ha necessit√† di pagare un assistente ma siano necessari per permettergli di avere quella maggiore autosufficienza ed un minor sgravio sulle finanze familiari/personali
 
7) Ipotizzando che ci siano dei fondi sufficienti in mano alle persone disabili, consiglieresti questo lavoro ad amici o conoscenti? Perché?
 
Marzia: Non posso consigliare a tutti questo lavoro, perché come ho detto prima secondo me non possono farlo tutti, però sì, lo consiglierei per il bel rapporto che si è creato
 
Francesca: Consiglio sempre questo lavoro perch√© si ha a che fare con le persone, √© divertente, si conoscono persone estremamente stimolanti come Chiara ed Elena (no, non √® la marchetta di fine intervista ūüėú). √ą faticoso come ogni altro lavoro e se il vostro pensiero √®: “non ce la potrei mai fare” allora √® meglio se state a casa
 
Sara: Consiglierei assolutamente questo lavoro per chi abbia le caratteristiche necessarie. √ą un lavoro che non richiede competenze particolari (saper cucinare bene magari √® un punto a favore); difatti la sottoscritta non aveva mai avuto esperienze precedenti in tale ambito ma ho cercato di focalizzarmi inizialmente sulle cose prioritarie da fare per poi migliorare nel tempo in base alle esigenze della persona da assistere.
Ti permette di metterti alla prova quando ci siano delle difficolt√† da superare, ti permette di stare in compagnia ma anche di avere i tuoi spazi, di renderti utile e di rendere (spero) pi√Ļ semplice la vita alla persona assistita
2018-08-19T17:57:54+00:00