Le cooperative di assistenza: aspetti problematici

Oggi parliamo delle cooperative di assistenza alla persona. Per chi non vuole assumere direttamente un assistente e quindi avere a che fare con contratti e pagamenti, sono in teoria un’alternativa valida. Nella realtà però ci sono tantissime regole e limitazioni nella maggior parte delle cooperative.

Sono limitazioni assurde e indignitose, soprattutto considerando che al momento le cooperative sono l’opzione principale: i fondi per assumere direttamente te li fanno cascare dall’alto, quindi a molti non rimane che prendere quello che c’è, cioè magari le cinque ore di aiuto a settimana offerte dal proprio comune tramite cooperative.

Ecco le più comuni limitazioni che le persone disabili si sentono dire da molte cooperative.

-Il servizio di assistenza non viene fornito in orari serali/notturni né nei weekend.
In pratica è come dire che le persone non autosufficienti devono coricarsi alle sette di sera, e preferibilmente vegetare tutto il sabato e la domenica.

-Gli assistenti delle cooperative non possono guidare l’auto dell’utente, ma solo il proprio mezzo: se qualcuno per la sua disabilità ha bisogno di una macchina attrezzata semplicemente non può uscire.

-Per fare la doccia sono necessari obbligatoriamente due assistenti, come regola per la sicurezza (anche se la persona disabile si è organizzata con degli ausili, per evitare sforzi inutili e pericolosi). Quindi presumibilmente ogni volta che ci si vuole lavare lo si deve comunicare in anticipo.

-Gli assistenti non possono fare le pulizie. Un concetto fondamentale della Vita Indipendente è abilitare la persona disabile a svolgere le azioni quotidiane, e uno dei ruoli dell’assistente personale può anche essere permettere alla persona di svolgere la propria parte di lavoro domestico all’interno della famiglia.
Ma figuriamoci se chi ha deciso questa regola sa cos’è la Vita Indipendente. Figuriamoci se sanno che le persone disabili non sono oggetti di cura, ma soggetti attivi e contribuenti. E soprattutto, figuriamoci se tutto questo gli interessa.

-Sempre in alcune cooperative, gli operatori non possono portare le persone in bagno! Sì, avete letto bene, ci sono anche queste cose. Ci sono poi assistenti che lo fanno comunque, e magari sono i primi a contestare questa regola. Si tratta di una di quelle discriminazioni gratuite riservate ai soli disabili: qualcuno si sognerebbe mai di lavorare per una scuola materna e non aiutare i bambini in bagno? No. E invece ci sono ragazzini che magari passano il pomeriggio con l’assistente e quindi possono svolgere varie attività in autonomia dai genitori, ma il prezzo da pagare è tenerla per tutto il tempo.

Si offrono quindi alle persone disabili servizi scadenti e poco competitivi perché comunque non c’è alternativa: o quello o nulla.
Per di più il lavoro è poco attraente anche per gli operatori. Di soldi in tasca agli assistenti ne rimangono davvero pochi, circa un terzo della somma totale stanziata dall’ente pubblico. Solitamente sono anche lavoratori sfruttati, assunti con contratti ai limiti dell’indecenza, precari, considerati come poco più che pedine interscambiabili.

Dunque, se con gli assistenti di molte cooperative non si può andare in bagno, uscire con l’auto (quindi probabilmente né andare a lavorare né a studiare), fare lavori domestici, e chi ti aiuta deve andare via prima che faccia sera, viene da chiedersi che cosa ci si può fare, con questi assistenti. Magari stare a casa a giocare a carte, stando attenti a non bere troppo, così non ti scappa la pipì.

2018-08-18T13:00:08+00:00