Razzismo e strumentalizzazione della disabilità

A volte capita che le persone disabili vengano usate come pretesto per attaccare altre categorie sociali. Una frase che si sente spesso è più o meno di questo tenore:
“Vengono spesi fior di quattrini per gli immigrati, soldi che potrebbero essere invece spesi per le persone disabili italiane!”.
L’obiettivo di questo tipo di affermazioni è ottenere facile indignazione sulla base di notizie semplicemente false.
Paghiamo tutti le tasse per un motivo, e cioè perché viviamo in uno Stato di diritto, che si prefigge di garantire i diritti di base. Le tasse devono venire usate nel modo giusto, cioè non facendo gerarchie su quali vite varrebbero di più e quali meno: tutti hanno diritto alla vita e alla libertà allo stesso identico modo.
Quando si dice che non ci sono abbastanza soldi per chi è disabile si promuove una guerra tra poveri, che non fa bene a nessuno. Le persone disabili sono semplicemente usate come strumenti per un fine, oggetti di propaganda di un messaggio di odio e di esclusione.

Liberi di Fare si dissocia completamente dalla strumentalizzazione delle persone disabili a danno dei migranti e dei Rom, specialmente alla luce dei recenti avvenimenti riguardo la nave Aquarius e il censimento delle persone Rom annunciato dal ministro dell’interno.
Si dissocia dai messaggi di propaganda razzista in nome dei diritti delle persone disabili (diritti che poi, di fatto, non sono supportati, ma non è questo il punto).
Siamo convinti che o sei per i diritti di tutti, o non lo sei per nessuno.

Come diceva Don Milani: “Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri.”

2018-06-22T12:17:55+00:00